C’era una volta Gabriella, di professione moglie, madre e grafica felice. Un giorno il Caso bussa alla sua porta, le fa confezionare delle bomboniere e le dice che quello d’ora in poi sarà il suo mestiere. Ben presto lei se ne innamora e ci si dedica con passione e professionalità. Ma capisce che non le è sufficiente vendere: ha bisogno di continuare a mantenere viva la sua creatività e di condividerla con gli altri. Così inizia a dare sempre più anima ai suoi oggetti, a personalizzarli e a realizzarne di propri. Oggi nel suo negozio – atelier “Le signore dei merletti” le piace far sentire alle persone che quella “è casa”, un luogo sicuro, protetto e discreto dove possono scegliere con tranquillità l’oggetto giusto che rispecchi la loro personalità o dove poter riscoprire la loro creatività, intrecciando fili, tessuti e racconti.
Ma – in ogni storia ce n’è uno – talvolta le sembra che la sua sia una specie di gabbia, per quanto molto bella. Gabriella avrebbe voglia di uscire, di far conoscere e di condividere con più persone la sua creatività.
Ha ancora dei progetti nei quali crede molto e che spera di riuscire a reaizzare.Un bel giorno il Caso fa entrare nel suo negozio due signore e lei ha la sensazione che loro la possano “liberare”. Sono Rosana e Tania di" Percorsicreativi Atelier". Sono delle creative per passione e convinzione, uguali ma diverse da lei, tecnologiche quanto basta e grandi lettrici, anche loro convinte che l’ Atelier “è casa”, un luogo accogliente, caldo e curato dove le persone possano sentirsi a proprio agio, libere di sperimentare e di creare cose belle ed originali con materiali e tecniche diverse, dallo scrapbooking alla tessitura a mano, dagli intrecci senza ago né filo al macramè, dalla realizzazione di blog alla grafica creativa.
Con il loro contributo Gabriella e la sua attività saranno presto anche on line. Visitate il blog di Percorsicreativi Atelier http://percorsicreativiatelier.blogspot.com e scoprite le novità. Continuate ad andare a trovarle nei loro spazi-casa.
Questa storia non è finita, ma, se proprio dovesse avere una conclusione, alle tre signore piacerebbe suonasse così:
“… E vissero felici e creative".
